BioMar ha come priorità il “viaggio nel blu” della sostenibilità

È essenziale conoscere le diverse aree critiche di impatto ambientale dei mangimi per l’acquacoltura, se si vogliono prendere dei provvedimenti che mirino alla sostenibilità. Per tale motivo d’ora in avanti, nelle nostre Divisioni Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), alcuni mangimi BioMar includeranno dei nuovi indicatori di sostenibilità  nelle schede tecniche dei prodotti. Tali informazioni aiuteranno gli allevatori che si sono impegnati nel ridurre l’impatto ambientale negativo.

 

Nel Rapporto sulla sostenibilità globale per il 2020, BioMar ha annunciato le sue ambizioni per il 2030 al fine di produrre mangimi per l’acquacoltura più sostenibili. I nuovi obiettivi adottano un livello più profondo di comprensione nei riguardi degli approcci di sostenibilità, quali, ad esempio, i livelli circolari e riparatori delle materie prime. Si tratta di una serie di nuovi indicatori elaborati per promuovere la sostenibilità e per  diversificare le catene di approvvigionamento dei mangimi dal cibo destinato al consumo umano.

Le nostre tre ambizioni si basano su un approccio  complesso alla sostenibilità e dimostrano che BioMar si è assunta la responsabilità e la leadership nello sviluppo sostenibile del settore. Le ambizioni sono state trasformate in soluzioni innovative di mangimi a basso impatto, con l’intenzione di supportare gli allevatori in questo loro viaggio nel blu della sostenibilità.

 

Evitare che il problema venga soltanto rimandato

I nuovi indicatori di sostenibilità contenuti nelle schede tecniche dei prodotti si concentrano sull’impronta di carbonio, sul livello di ingredienti alimentari circolari e riparatori e sull’FFDR del mangime.

“C’è una grande attenzione, legittima, rivolta all’azione per il clima e alla riduzione dei gas serra, qualcosa che noi di BioMar prendiamo molto sul serio. Tuttavia, la sostenibilità non riguarda solo la riduzione della nostra impronta di carbonio. Se vogliamo far progredire l’industria dell’acquacoltura, dobbiamo considerare anche altri tipi di impatto ambientale”, ha spiegato Vidar Gundersen, Direttore della sostenibilità globale di BioMar.

“Crediamo in un pianeta che sia in equilibrio. Per evitare che i problemi vengano soltanto  rimandati, è essenziale valutare le soluzioni potenziali, utilizzando la sostenibilità basata sulla ricerca più avanzata. Grazie all’impiego di una gamma più ampia di parametri, si assicura un approccio più equilibrato e  globale ai nostri sforzi”, ha proseguito Vidar Gundersen.

“Nel momento in cui ci adoperiamo per minimizzare gli impatti negativi e per mitigare i rischi, promuoviamo il miglioramento della nostra catena di approvvigionamento. Vogliamo incentivare le pratiche rigenerative e riparative, e un modo per farlo è quello di fissare degli obiettivi per i livelli minimi di inclusione di ingredienti circolari e riparativi”, ha aggiunto Vidar Gundersen.

 

 

Una metodologia che si basa sulla scienza

La gestione sostenibile della catena del valore, le valutazioni del ciclo di vita (LCA - Life Cycle Assessments) e l’analisi del flusso di materia permettono a BioMar di calcolare gli impatti sia a livello aziendale che sui singoli tipi di prodotto. I calcoli eseguiti  sui mangimi consentono ai nostri allevatori di esprimere una preferenza in base alle prestazioni del mangime, al prezzo, e ora anche in base agli indicatori di sostenibilità.

Le misurazioni condotte sui nostri mangimi e relative ai parametri di impatto ambientale sono tutte basate su una metodologia scientifica e sulle analisi effettuate dal nostro strumento BioSustainTM LCA. “Si tratta di questioni molto complesse. È importante lavorare con dati accurati e solide metodologie scientifiche, ed per tale ragione che i nostri scienziati della sostenibilità, altamente qualificati ed esperti nei rispettivi settori, li hanno incorporati all’interno della nostra strumentazione”, ha detto Vidar Gundersen.

 

 

Un viaggio verso il blu

“La possibilità di avere accesso a delle informazioni accurate e diversificate costituisce un aspetto fondamentale per intraprendere la direzione giusta in questo nostro viaggio verso il blu. Riteniamo che includere delle informazioni sulla sostenibilità, all’interno delle schede tecniche, fornirà agli allevatori una maggiore consapevolezza, che li aiuterà nel loro processo decisionale”, ha precisato Vidar Gundersen.

“Nel nostro settore, BioMar sta guidando il movimento per la sostenibilità. Quando, qualche decade fa, abbiamo iniziato a indicare sulle schede tecniche le emissioni di fosforo e di azoto derivanti dai mangimi BioMar, è stato un momento di svolta. Ora, grazie agli indicatori di sostenibilità, disponibili sulle schede tecniche, si offre un aiuto agli allevatori che si sono impegnati nel ridurre gli impatti ambientali negativi. Così invitiamo gli allevatori a unirsi a noi in questo viaggio verso il blu”, ha concluso Gundersen.

Le informazioni aggiornate con gli indicatori di sostenibilità saranno applicate alle schede tecniche di alcuni gruppi di prodotti, quali Blue IMPACT, Salvea, e a un numero selezionato di prodotti EFICO, forniti dagli impianti di produzione nelle unità commerciali EMEA.