BioMar annuncia le sue Ambizioni per il 2030

Sulla scia della presentazione odierna del Rapporto sulla sostenibilità di BioMar per il 2020, siamo lieti di annuciare le nostre Ambizioni per il 2030. Vogliamo fare una promessa al nostro pianeta e alla sua popolazione: raggiungere una serie di obiettivi ambiziosi che cercheranno di favorire il ripristino dell’ambiente, consentendo all’umanità di continuare a prosperare. Due settori chiave riguardano la riduzione dell’impatto ambientale dei mangimi per l’acquacoltura, mentre  un terzo aspetto consentirà lo sviluppo di competenze all’interno delle nostre comunità.

 

“L’umanità ha sovraccaricato il nostro pianeta e si è spinta oltre i limiti planetari. Dobbiamo sforzarci di andare in direzione della sostenibilità e di innovare con soluzioni che risanino il pianeta e allo stesso tempo ne sostengano la sua popolazione.  Ecco perché stiamo portando avanti questo progetto ambizioso”, ha detto Carlos Diaz, CEO del Gruppo BioMar.

 

Sulla scia della presentazione odierna del Rapporto sulla sostenibilità di BioMar per il 2020, siamo lieti di annuciare le nostre Ambizioni per il 2030. Vogliamo fare una promessa al nostro pianeta e alla sua popolazione: raggiungere una serie di obiettivi ambiziosi che cercheranno di favorire il ripristino dell’ambiente, consentendo all’umanità di continuare a prosperare. Due settori chiave riguardano la riduzione dell’impatto ambientale dei mangimi per l’acquacoltura, mentre  un terzo aspetto consentirà lo sviluppo di competenze all’interno delle nostre comunità.

 

I settori chiave sono tre: Azione per il clima, Economia circolare  e riparativa e  Formazione delle persone, anche se ciascuna di queste categorie possiede diversi target e obiettivi specifici.  Le Ambizioni per il 2030 sono in linea con le soluzioni su base scientifica per il recupero ambientale e con la  tendenza di crescita dell’industria dell’acquacoltura per il 2050. 

BioMar sta fissando degli obiettivi verificabili su base scientifica grazie all’iniziativa Science Based Targets (SBTi), con obiettivi di riduzione delle emissioni in conformità ai 1,5°C previsti; ciò garantirà a BioMar di raggiungere uno zero netto non più tardi del 2050. I mangimi per l’acquacoltura rappresentano una parte significativa dell’impronta di carbonio dei prodotti ittici d’allevamento. La nostra ambizione è di ridurre l’impronta di carbonio per tonnellata di mangime prodotto di un terzo entro il 2030, a partire dal 2020.

BioMar si impegna a far sì che entro il 2030 il 50% delle materie prime siano circolari e riparatrici sia per il pianeta che per la popolazione. Tale obiettivo sarà raggiunto attraverso l’innovazione e l’approvvigionamento sostenibile assieme ai partner del settore e con molta probabilità verranno ridefiniti gli ingredienti tradizionali dei mangimi per l’acquacoltura.

Una maggiore enfasi è posta sulle persone, partendo dai dipendenti e dalle comunità locali fino alla rete estesa dei fornitori. La  Formazione delle persone si concentrerà sullo sviluppo delle capacità individuali, impegnandosi a coinvolgere 100.000 persone all’anno da qui al 2030. Queste iniziative sono progettate per avere un effetto di vasta portata in tutto il mondo e sosterranno la costruzione di società resilienti.

“Tali nuove ambizioni sono destinate ad avere un impatto positivo sull’impronta ambientale e sociale dei nostri mangimi. I nostri allevatori beneficeranno direttamente di queste iniziative, per esempio con un’ulteriore riduzione della loro impronta di carbonio”, ha spiegato Vidar Gundersen, Direttore della sostenibilità globale del Gruppo BioMar.

Nel 2015 il Gruppo BioMar ha lanciato il suo primo piano di miglioramento  sulla sostenibilità globale fissato per un periodo di cinque anni. Nel nostro Rapporto sulla Sostenibilità per il 2020 abbiamo tratto le conclusioni rispetto a tale programma e ai   KPI (Key Performance Indicators – Indicatori chiave di prestazione): dei 13 ambiziosi obiettivi fissati ne abbiamo centrati 9. Tale lavoro ha gettato le basi da cui sono state costruite le nuove Ambizioni per il 2030. 

"Crediamo nella trasparenza e anche se alcuni KPI possono sembrare troppo ambiziosi, ci sforziamo di puntare in alto e di rendere noto ciò che abbiamo e non abbiamo raggiunto. Crediamo in un futuro sostenibile dell’industria dell’acquacoltura e non vediamo l’ora di continuare a guidare il cambiamento", ha concluso Carlos Diaz.